La lettera della Casa Gramsci alla famiglia Baratta:
È difficile trovare altre parole sul nostro Giorgio. In tanti hanno
già detto tutto il megio possibile.
Noi, cara Signora Ghisell, ne
vogliamo aggiungere soltanto tre. Per la Casa Gramsci di Ghilarza
Giorgio è stato un Maestro, un indimenticabile compagno ed un grande
amico.
Con la Sua scomparsa si è creato anche per noi un vuoto
incolmabile. Gli abbiamo voluto bene e,
pensiamo, ci abbia voluto bene.
Ce lo ricordiamo la prima volta che è venuto da noi.
Era contento,
felice di essere nella Casa di Antonio Gramsci, a Ghilarza in Sardegna.
Una volta ci ha dettto che voleva recarsi a Santu Lusurgiu, una località
vicina dove Gramscio ha studiato.
Ad un certo punto della strada si è
voluto fermare. Lì non c'erano case è un posto di campagna con una grande quercia. E' stata una scena commovente ed indimenticabile: con
la Sua determinazione, con la sua testardaggine... sarda e gentilezza
sublime ci ha intimato di lasciarlo solo a respirare,
a vedere il
paesaggio in cui aveva vissuto Antonio. E' rientrato in macchina
visibilmente commosso e chi era con Lui lo era ancor di piu'.
Per Giorgio la Casa Gramsci di Ghilarza era "il cuore pulsante" degli studi
su Gramsci: Per noi Giorgio è stato un "grande cuore pulsante" di cui
non possiamo rassegnarci di farne a meno.
A Lei, cara Signora, a Vladimiro e Martina, all'amata nipotina Silvia rivolgiamo le nostre care e sentite condoglianze che non abbiamo voluto fare con un telegramma.
Abbiamo avuto un grande privilegio: conoscere Giorgio Baratta un grande uomo ed un grande intellettuale comunista. |
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