TERRA E MUSICA
 
Ghilarza, Torre Aragonese - 27 settembre 2008, ore 21:00
 
Giovanna Marini, voce e chitarra
Giancarlo Schiaffini, trombone
Silvia Schiavoni, recitar cantando
Giorgio Baratta, dis-corso
 

Terra Gramsci e l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici propongono Terra Musica, un contrappunto tra la voce e chitarra di Giovanna Marini, il trombone di Giancarlo
Schiaffini e il recitar cantando di Silvia Schiavoni, accompagnati dal dis-corso di Giorgio Baratta, ideatore del progetto. I testi dello spettacolo sono canzoni di Giovanna Marini e
passi dalle Lettere di Antonio Gramsci, rivisitati come "testi musicali" da Silvia Schiavoni, e dal recentissimo Le ceneri di Gramsci di Salvatore Mannuzzu.

Alla Torre Aragonese di Ghilarza il 27 settembre alle 21:0o Giovanna dialogherà con Schiaffini e Schiavoni, mentre Giorgio Baratta dis-correrà con i musicisti e con il sindaco del
Comune, fondatore di "Terra Gramsci". Da Ghilarza, ove la Casa Museo di Antonio Gramsci annuncerà la nascita della nuova Biblico-Mediateca "Mille Ghilarze", volerà
unabbraccio augurale a Maria Lai, presidente onoraria di "Terra Gramsci", impegnata alla Biennale di Venezia nel giorno del suo compleanno.

L'idea di Terra Musica nasce dall'evidente straripamento della scrittura di Gramsci verso l'immaginazione audio-logo-visiva e dalla nostra necessità di esprimersi in quello che
Gramsci chiamava "il linguaggio più universale oggi esistente".

Giovanna Marini si sente come una figlia adottiva in una terra dalla quale ha appreso interi "pezzi di storia e di natura". Giovanna dirà e canterà fatti paesani e cittadini di ieri e
di oggi ricordando "le sere in cui con Peppino Marotto e i suoi tre amici cantori ci ritrovavamo all'estero, uniti fra di noi, a cantare lenostre storie". Un filo che si riannoda a
concerti insieme di trent'anni orsono lega Giovanna a Giancarla Schiaffini, già protagonista insieme a Clara Murtas del recente "Gramsci in Concert" a Sant'Anna Arresi.

Silvia Schiavoni autrice-attrice-cantante e Giorgio Baratta hanno ideato un dialogo, tra la "poesia" delle lettere di Gramsci e la "prosa" del saggio di Mannuzzu, teso a dar voce
alla "muta, incredibile tenerezza" che emana dalla scrittura di Gramsci.
Al sofisticato, attentissimo trombone di Giancarlo Schiaffini l'ardua affascinante impresa di una improvvis-azione non tanto sui testi, ma su quel che essi sottendono: i sentimenti
elementari di uno che viveva la sua terra - pietre
piante animali culture tradizioni - quale fonte permanente di passione per il senso comune della sua gente, che egli si sforzava di
educare a una coscienza più aperta e più matura, capace di passare senza soluzione di continuità dalla Sardegna all'Italia, all'Europa, al Mondo.
"Terra Musica" è o vuole essere l'apertura, ancora una volta, di un cammino attraverso i misteri dell'eterna e sempre nuova vicenda dei rapporti tra l'oralità e la scrittura, tra i
suoni e le parole, tra le forme espressive e i sensi del pensiero.